Free Culture TV / Students for Free Culture Conference in CA

You may never have heard of Miro, but it’s one of the most exciting projects going on right now.

Miro is a bit like if iTunes and an HDTiVo lived in your computer. You can watch any shows anytime, make your own TV channels, save stuff from YouTube and automatically download Torrents of your favorite shows right as they come out. It is Free and Open Source software created by a wonderful group called the Participatory Culture Foundation.

Anyway, Parker Higgins from NYU Free Culture interned there this summer and has made two new Miro channels, Free Culture TV and Yes! We’re Open!. FCTV is all Free Culture related stuff and Yes! is a channel which only shows freely licensed movies and shows which can be freely remixed and redistributed. Cool stuff.

ALSO!

Students for Free Culture Conference 2008

October 11 and 12
Berkeley, CA

That’s all I know about it right now. But I’m going to try my damnest to get out there and you should too!

Finally, big-ups to Harvard Free Culture for there presentation of YouTomb project at the Last HOPE conference in NYC recently. I was there presenting Anomos and it was nice to see some other Free Culture kids there.

Rich

4 Responses to “Free Culture TV / Students for Free Culture Conference in CA”

  1. amit Says:

    hi

  2. Giovangualberto Ceri Says:

    Per ben due volte, in data 5 giugno 2000 e in data 17 aprile 2003, il gentilissimo e celebre Professor LINO PERTILE, al vertice della Magnificente HARVARD UNIVERSITY per la materia che insegna, Romance Languages and Literature, ha risposto all’invio di miei articoli e di un mio libro augurandomi buon lavoro. Io speravo però che mi dicesse che avevo ragione, che le mie scoperte erano giuste, e da cui potessi poi tranquillamente concludere che la PROFEZIA di mons. Enrico Bartoletti, che io sarei riuscito a fare importanti scoperte su Dante e sul medioevo, fu vera.
    Nella lettera del 5/06/2000 il Professor Pertile così mi scriveva:
    “Gentile Dott. Ceri,
    solo due righe per ringraziarla del materiale dantesco che m’ha mandato. L’ho letto con frutto e piacere. Riceva i miei cordiali saluti, Lino Pertile.”
    Io sono dell’opinione che il frutto che Lino Pertile ha potuto ricavare dai miei articoli sia assai minore di quello che avrebbe potuto ricavare se avesse padroneggiato la materia che io vorrei potere insegnare all’Università: “Astrologia tolemaico-dantesca”. E perché no anche ad Harvard? Mi basterebbe potere tenere solo un breve corso sui quattro umori, umido, caldo, secco e freddo, esercitati dai cinque pianeti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno), più la Luna e il Sole, in modo tale da poter fare entrare gli esegeti di Dante nella parte scientifica più alta del suo pensiero che fino ad oggi è rimasta sconosciuta e di cui si potrebbe avvantaggiare subito Filologia e critica dantesca e Italianistica. E si tratta, soprattutto, della Scienza astrologica e della Scienza della Sacra Teologia Liturgica.
    Per capire che io, anche sintomaticamente, potrei avere ragione si consideri semplicemente quanto segue.
    Ho riscoperto, seguendo le Rivoluzioni sinodiche, o gli aspetti dei cinque pianeti col Sole (Tetrabiblos, I, VIII) , la REGOLA GENERALE secondo cui, anche per Tolomeo e per Dante, i cinque pianeti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) si caricano di umido e di caldo, cioè di nobiltà, al loro passaggio al PERIGEO in cui la loro fase è “feconda e attiva” (Tetrabiblos, I, V, 1) perché MONTANTE (Convivio, IV, XXIII, 6-15); mentre si caricano di secco e di freddo, cioè di volgarità, al loro passaggio all’APOGEO in cui la loro fase è “distruttiva e passiva” perché VOLGENTE.
    E di tutta evidenza che i pianeti ricordati da Dante nella Commedia, non solo per datarla con precisione matematica , ma anche al fine di agevolargli il viaggio seguendo l’Astrologia delle elezioni, non potranno risultare che in fase nobile, cioè umida e calda, e quindi feconda e attiva. Così infatti tutti oggettivamente risultano per il viaggio dal 25 marzo 1301 al 31 marzo 1301: Luna (Inf. XX, 127-129); Venere (Pur., I, 19-21; XXVII, 94-96); Saturno (Par., XXI, 13-15); Sole (Inf., I, 37-43). Il viaggio va dunque posto sicuramente nell’anno 1301 come diceva anche Filippo Angelitti. Ad ulteriore conferma degli umori anche Marte, per poter essere generoso e nobile come l’Angelo Nocchiero, non potrà risultare che oggettivamente passato da poco dal Perigeo umidificatore (Pur., II, 13-15), come in effetti risulta se si fanno i calcoli.
    Questo è il modo di procedere di Dante. E se Dante ci è piaciuto fino ad oggi moltissimo, non è detto che questo “moltissimo” lo contenga già tutto. Ci potrebbero essere altri aspetti e momenti poetico-scientifici non emersi perché fuori della portata della nostra vista culturalmente indotta. Perché escluderlo a priori? Se tale fenomeno oggi fosse addirittura impensabile, ed è per questo che tanto ho faticato dal 1993, allora un punto a me in più perché qualcuno mi proponga per qualche medaglia.
    Orbene se tutti i pianeti della Commedia, ma poi anche quelli della Vita Nuova e del Convivio, rispondono sempre e perfettamente alla regola sugli umori astrologici da me enunciata seguendo Tolomeo e Dante, come non concludere che è questa la strada che gli esegeti costantemente dovranno seguire? Dalle date così precisamente ricavate (25/03/1301 – 31/03/1301 – 2/10/1265 – 2/02/1274 – 2/02/1283 – 26/12/1264 – 9/06/1290 – 15/08/1293 – 14/09/1321), le quali non avrebbero potuto esserlo altrettanto seguendo la semplice astronomia, si arriva poi alle relative FESTE LITURGICHE capaci, esse soltanto, di dare il giusto, simbolico ed autentico senso agli avvenimenti e ai protagonisti delle opere di Dante , tanto assiduamente ricercato nei secoli.
    Monsignor Enrico Bartoletti, avendomi profetizzato in nuce tutto questo, ma non venendo le mie scoperte prese in considerazione per vari motivi, finirà per avere anche lui diversi punti in meno a suo vantaggio nella Causa di Canonizzazione che lo riguarda poiché, almeno io, non potrò dimostrare universalmente che fu un Profeta.
    Quante responsabilità ci si possono dunque inconsciamente e ingenuamente assumere nel temporeggiare nella ricerca della verità in ogni campo e perciò anche nelle opere di Dante?
    Si potrà alla HARVARD UNIVERSITY approfondire Dante nel senso da me indicato, e perciò anche per quello che appare nel BLOG di Nuova Agenzia Radicale su mons. Enrico Bartoletti?
    Firenze, 20 settembre 2009
    F.to Giovangualberto Ceri

    Recensione dal Blog, L’ASTROLOGIA IN DANTE.

    giovedì 22 gennaio 2009
    L’astrologia in Dante.
    Occupandomi di Astrologia tolemaico-dantesca ho accertato che Dante persona fornisce nella Commedia le coordinate scientifiche celesti per scoprire la data di nascita di Dante personaggio, insomma del protagonista dell’opera. Da questa data di nascita, se applicata all’incipit della Vita Nuova come dobbiamo, si scoprono poi necessariamente, sia il giorno di nascita di Beatrice personaggio corrispondente al Venerdì 2 ottobre 1265 festa allora ad libitum dei santi Angeli Custodi, sia il giorno in cui la gentilissima apparve a Dante per la prima volta, Venerdì 2 febbraio 1274 festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio, o della Candelora, in cui la liturgia assegna al fedele il suo Angelo. Il 2 ottobre si legge infatti “Ecce ego mittam angelum meum”, mentre il 2 febbraio si legge “Ecce ego mitto angelum meum”. Queste tre date sono essenziali per capire il senso dei due personaggi, Dante e Beatrice, poiché esso verrà indicato dalla LITURGIA CRISTIANA recitata sugli altari nei rispettivi giorni. Questo procedimento astrologico-liturgico non è in Dante un eccezione ma, per le cose da lui ritenute gloriose, costituisce la regola. Lo userà anche per indicare il giorno certo di inizio e quello della fine del viaggio descritto nella Commedia, eccetera. Egli infatti segue la Bibbia e più precisamente in questo caso il Libro dei proverbi in cui si ricorda che “Tutto ciò che è glorioso sarà coperto da un velo; ma non c’è nulla di nascosto che non debba essere scoperto, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto… e la scoperta delle cose è della gloria dei re” (25, 2). La data di nascita di Dante personaggio, le due di Beatrice già ricordate, e le due di inizio e della fine della Commedia lui le nasconde, le copre con il velo della scienza astrologico-liturgiuco-tolemaica, perché le ritiene, appunto, gloriose.

    Le coordinate del giorno di nascita di Dante personaggio si trovano nel c. XXII, vv.110-117, del Paradiso e sono contenute nei seguenti versi:

    “… in quant’io vidi ‘l segno / che segue il Tauro e fui dentro da esso. / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco/ tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita, / quand’io senti’ di prima l’aere tosco”.

    Il giorno di nascita assolutamente certo che si ricava da questi versi è il Martedì 2 giugno 1265. Come si fa a ricavarlo?

    Dante afferma di essere nato nel segno che segue il Toro (”Tauro”) e perciò per sua dichiarazione sappiamo subito che lui è del segno dei Gemelli. Tale segno a quei tempi, a causa di un eccesso di intercalazione del Calendario giuliano, era slittato indietro e abbracciava i giorni che vanno dal 14 maggio al 14 giugno (cfr. Profhacii judaei Montispessulani ALMANACH PERPETUUM, tabula solis prima, 20.v).
    Alcuni esegeti commentano che lui è della “costellazione” dei Gemelli, dimenticandosi che lui invece specifica “segno”. Questo perché tutti loro, compreso FILIPPO ANGELITTI fino ad arrivare a Patrick Boyde, non avendo ancora afferrato che Dante anche nella Commedia fa ricorso al fenomeno della Precessione degli equinozi, gli sembra indifferente dire costellazione o segno. In che modo, oltre che emblematicamente in “Temp’era dal principio del mattino / e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle / ch’eran con lui quando l’amor divino / mosse di prima quelle cose belle” (Inf., I, 37-40), il Poeta, anche nel caso qui in esame, obbliga il lettore a tener conto del fenomeno della precessione? Gli zodiaci sono intanto due, uno dei segni e l’altro delle costellazioni e non devono mai venire confusi, cosa che invece nei vari commenti alla Commedia capita spesso di vedere.
    Il fenomeno della precessione si misura immaginando fisso lo zodiaco delle costellazioni e mobile quello dei segni. Lo ricorda anche Pietro D’Abano contemporaneo di Dante e forse anche suo amico: “Ad hunc quidem motum ostendendum ordinavi instrumentum cum duobus zodiacis, mobili ac immobili” (Lucidator, differentia secunda, propter secundum) Ecco perché chi fa confusione fra costellazioni e segni e immagina anzi che confusione l’abbia fatta anche Dante scrivendo la Commedia, poi finisce per perde la strada per arrivare in porto. Dopo avere identificato oggi quali erano queste gloriose stelle pregne di gran virtù con cui il Sole di nascita di Dante si sarebbe trovato congiunto, dovremmo anche precessionarle per conoscere che grado in Gemelli occupavano nel 1265.
    Queste stelle erano tre e si tratta: a) della stella Polare del glorioso polo di Maria allora situata a 18°.20′ nel segno dei Gemelli; b) della stella virtuosior Betelgeuse a 18°.30′; e della stella Menkalinam a 19°.40′.

    Orbene quale longitudine in Gemelli avrebbe dovuto avere il Sole per doversi trovare in congiunzione con tutte e tre dalla mattina alla sera di un giorno soltanto come afferma Dante? La risposta scientifica da me trovata è che il Sole doveva avere la longitudine di 18°.01′ in Gemelli. E che giorno era quando il Sole raggiungeva a Firenze tale longitudine? Era, appunto, il Martedì 2 giugno 1265. Il campo della congiunzione astri inferiori (Sole) con astri superiori (Stelle Fisse) è di solito indicato dagli astrologi in 1°.30′ - 2° di distanza dal perfetto allineamento. Il 2 giugno 1265 il Sole, che percorre un grado al giorno, fu più vicino di ogni altro giorno dell’anno al perfetto allineamento con queste tre stelle. Dunque è questa la data scientificamente giusta di nascita del protagonista della Commedia e della Vita Nuova.
    A confermare questa data, poiché Dante fornisce sempre la riprova di quello che ha affermato, ci sono le ricordate date, di nascita di Beatrice e della sua prima apparizione a Dante la cui validità è confermata dalla liturgia cristiana delle rispettive feste. Se Dante risultasse nato anche un solo giorno prima, o un giorno dopo, da quello da me indicato del 2 giugno, anche le date di Beatrice relative all’incipt della Vita Nuova (II, 1-2) si sposterebbero di un giorno in avanti, o indietro, perdendo tutto il loro pregnante significato simbolico-religioso in grado di por fine a tante secolari ed affanose supposizioni. Inoltre Beatrice, che viene da Dante spesso accostata a Venere (”voi che ‘ntendendo il terzo ciel movete” - Convivio, Canzone prima), spostando la data di nascita di Dante, non risulterebbe più nata e poi apparsa a Dante stesso, sempre di Venerdì. Del resto a me risulta scientificamente che sia stata concepita sempre di venerdì e infine la sua anima salita al cielo, liturgicamente, sempre di venerdì. Essa infatti è stata da Dante fatta concepire (Vita Nuova, XXIX, 2) il Venerdì 26 dicembre 1264 festa di santo Stefano protomartire in cui la liturgia celebra i profeti; ed è stata poi fatta morire, liturgicamente, il Venerdì 9 giugno 1290 (Vita Nuova, XXVIII, 1). Le quattro date fondamentali di Beatrice, cadendo tutte di venerdì, vengono anch’esse a confermare tutta questa parte delle mie ricerche astrologico-tolemaiche su Dante. A meno che non si voglia attribuire al caso tutte queste meravigliose coincidenze.

    Di fronte a tanta chiarezza e solennità io chiederei che, gentilmente, almeno la “DANTE SOCIETY OF AMERICA”, oppure la “DEUTSCHE DANTE-GESELLSCHAFT”, o la “SOCIETA’ DANTESCA ITALIANA”, o l’ “ACCADEMIA DEI LINCEI”, decidessero di voler conoscere meglio i dettagli.
    Siccome Dante, il Poeta della Patria, si fa nascere il 2 giugno, cioè lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria, la REPUBBLICA ITALIANA (2/6/1946), da un accertamento definitivo della scoperta da me fatta si potrebbe arrivare a festeggiare insieme le due ricorrenze. Bisognerebbe però che il SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA On.le GIORGIO NAPOLITANO si facesse promotore di questo accertamento, se le nostre Università ritenessero che non è importante e che dunque si può soprassedere.
    Pubblicato da aBcDeFgH a

    16.22
    1 commenti:

    aBcDeFgH ha detto…
    Commento dell’Autore.
    Il blog “L’ASTROLOGIA IN DANTE” pubblicato il giovedì 22 gennaio 2009 è un articolo di Giovangualberto Ceri e ha le sue basi esegetiche in quattro suoi precedenti scritti.
    1) Giovangualberto Ceri, “DANTE E L’ASTROLOGIA” con presentazione di Francesco Adorno, Loggia de’ Lanzi, Firenze, 1995.
    2)Giovangualberto Ceri, “L’ASTROLOGIA IN DANTE E LA DATAZIONE DEL ‘VIAGGIO’ DANTESCO”, nella rivista “L’ALIGHIERI” di Ravenna diretta da Aldo Vallone, n.15 - gennaio-giugno 2000, A. Longo Editore, pp. 27-57.
    3) Giovangualberto Ceri, “DANTE E LA ROMANTICA TESI DEL ‘VIAGGIO’ NEL 1300″, nella rivista “SOTTO IL VELAME” di Torino dell’Associazione Studi Danteschi e Tradizionali diretta a Renzo Guerci,n. III, luglio 2002, il leone verde edizioni, pp. 30-90. In questo articolo vengono evidenziati gli errori astronomico-astrologici commessi da GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI, sostenitrice del viaggio avvenuto nel 1300 seguendo gli scritti di CORRADO GIZZI e di BUTI e BERTAGNI. Il viaggio secondo FILIPPO ANGELITTI e GIOVANGUALBERTO CERI è invece sicuramente avvenuto nel 1301, con inizio solenne per la festa fissa dell’Annunciazione a Maria e Incarnazione di Cristo del sabato 25 marzo 1301 del nostro computo storico che a Firenze apriva il XIV secolo in base all’Antico Calendario stile fiorentino. Il termine della Commedia sono invece le ore 12-15 della festa mobile del Venedì Santo 31 marzo 1301 e perciò essa termina nel momento solennissimo del “QUOS PRETIOSO SANGUINE REDEMISTI” (Te Deum, 22). Nessun periodo ipotizzato dagli esegeti in sette secoli possiede questa precisione astronomico-astrologico-liturgico-cristiana e questo indescrivibile fascino che lo conferma pienamente. Per controllare gli errori commessi da GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI confrontare il seguente numero della rivista diretta da ANTONIO LANZA: “Letteratura Italiana Antica”, rivista annuale di testi e studi, periodico internazionale fondato e diretto da ANTONIO LANZA, Anno III – 2002, Moxedano Editrice, in cui la stessa Graziella Federici Vescovini, nel suo articolo intitolato “Dante e l’astronomia del suo tempo, spiega la posizione che avrebbe Saturno, per lei, in Pur., XIX, 3: pp. 291 – 309.
    4) Giovangualberto Ceri, “MEMORIA A DIFESA DEL ‘VIAGGIO’ DANTESCO NEL 1301″, nella rivista “Sotto il velame” di Torino diretta da Renzo Guerci, n. IV, giugno 2003, Il leone verde edizioni, pp. 9-77.
    Giovangualberto Ceri: e-mail: giovangualberto@tiscali.it
    Tel. 055-650.55.37
    cell. 333.396.1191
    Idirizzo:
    GIOVANGUALBERTO CERI, Via F. Turati, 30 - 50136 FIRENZE.

  3. Giovangualberto Ceri Says:

    Da Giorgio Bárberi Squarotti ricevo il seguente commento, datato 24 gennaio 2010, al mio lavoro:
    “Il tema del DIVORZIO fra: GIULIO ANDREOTTI, Mons. E. BARTOLETTI, G. LA PIRA e DANTE utilizzando i consigli assolutamente inediti della “GENTILE DONNA” vista da Dante il 15 Agosto 1293 festa di Santa Maria Assunta in Cielo (DANTE,Vita Nuova, XXXV, 2; Convivio, II, II, 1; II, XV, 12)”.
    L’Invio era avvenuto il 25 dicembre 2009, festa della Natività di N.S.G.
    Torino, 24 gennaio 2010
    Caro Ceri,
    i suoi interventi danteschi sono sempre preziosissimi per tanta dottrina: chiariscono aspetti di cui spesso non si parla o che (peggio) sono interpretati in modo erroneo.
    Grazie, di cuore. Paticolarmente significativo è il discorso su Catone e Marzia e il divorzio. Con i più vivi saluti.
    F.to Giorgio Bárberi Squarotti.

  4. Giovangualberto Ceri Says:

    - Alla Gentile Attenzione dell’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI –
    - ROMA -
    Mi scriveva CORRADO GIZZI, Direttore della CASA DI DANTE in ABRUZZO, in data 10 ottobre 2000:
    ” … Si può non condividere la tesi del 1301, come data della visione dantesca, ma non si può non rimanere ammirati e direi stupiti davanti alla sua eccezionale preparazione, alla sua profonda cultura e alla sua conoscenza del mondo dantesco che ha pochi riscontri tra i dantisti….” F.to Corrado Gizzi.
    Ciò premesso, perché l’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI di Roma non mi dice dov’è che io sbaglio quando dimostro che DANTE personaggio è nato il MARTEDI’ 2 GIUGNO 1265 in base alla congiunzione del Sole con le “stelle gloriose e piene di gran virtù” (alfa Ursae Minoris, alfa Orionis, e beta Aurigae) seguendo il canto XXII, vv. 110-117, del Paradiso?
    Eppure presso l’Accademia dei Lincei esistono degli ASTRONOMI ben all’altezza di fare questi calcoli, e io non sono talmente impreparato da dovermi snobbare.
    Credo che il Signor Presidente della Repubblica Italiana, On.le Giorgio Napolitano, insieme a molti cittadini italiani, siano curiosi di ricevere una risposta.
    Salutando,
    Firenze,2/2/2010
    F.to. GIOVANGUALBERTO CERI

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